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SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE 17694/06 DEL 19/05/2006

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli ill.mi sigg. Magistrati:

Dott. Giammarco Cappuccio – Presidente
Dott. Francesco Felicetti – Consigliere
Dott. Aldo Ceccherini – Consigliere
Dott. Carlo Piccinini – Consigliere
Dott. Stefano Petitti – Consigliere

Ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

Sul ricorso proposto da:

[nome], elettivamente domiciliato in Roma, [indirizzo], presso l’avvocato omano Cerquetti, che unitamente agli avv Gianfranco e Gabriele Bordoni lo rappresenta e difende giusta delega a margine del ricorso;

-RICORRENTE-

CONTRO

Comune di Bologna in persona del Sindaco, elettivamente domiciliato in Roma, [indirizzo], presso l’avv. Giorgio Stella Richter, che unitamente all’avv. Luisa Simoni lo rappresenta e difende giusta delega a margine del controricorso;

-CONTRORICORRENTE-

PREFETTURA DI BOLOGNA IN PERSONA DEL PREFETTO – INTIMATO –

averso la sentenza del Tribunale di Bologna n. 3352 del 31/1/2002.

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 19/05/2006 dal Relatore Cons. Carlo Piccinini;

Udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. GIacomo Caliendo, che ha oncluso per il rigetto del ricorso.

Con ricorso depositato il 16/08/1999 [ricorrente] proponeva opposizione avverso il prcesso verbale con il quale gli era stta contestata la violazione dell’art. 142 c.d.s., a seguito di rilevazione di velocità effettuata tramite Telelaser.

Il Tribunale di Bologna adito rigettava l’opposizione, ritnendo da una parte affidabile l’accertamento effettuato con apparecchio omologato e, dall’altra, che fossero da escludere possibili errori, sia per la professionalità specifica degli accertatori, che per la dinamica dei fatti rappresentata nel ricorso, atteso che le vetture potenzialmente coinvolte nella misurazione non sarebbero mei state allineate.

Avverso la detta decisione proponeva ricorso per Cassazione [ricorrente], che con un solo motivo denunciava violazione di legge e vizio di motivazione, lamentando l’illegitimità dell’accertamento sia perchÈ inaffidabile, sia per l’impossibilità di successive verifiche.

Resisteva con controricorso il Comune di Bologna, mentre la Prefettura non svolgeva attività difensiva.
La controversia veniva quindi decisa all’esito dell’udienza pubblica del 19/05/2006.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con un solo motivo di impugnazione [ricorrente] ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione, assumendo non essersi “superato il dedotto e comprovato profilo di dubbio circa l’affidabilità dello strumento rilevatore” e che comunque “il macchinario non consente alcuna verifica al soggetto contravvenzionato”.

I rilievi sono infondati.

Quanto al primo è infatti sufficiente rilevare che la sentenza del Tribunale di Bologna è congruamente e logicamente motivata, e che contro di essa non è stata sollevata una specifica censura, essendosi [ricorrente] limitato ad osservare che la tipologia dell’apparecchio non vale a fornire assicurazioni relativ al suo corretto funzionamento.

In ordine al secondo occorre considerare che in tema di accertamento delle violazioni dei limiti di velocità l’art. 142 c.d.s. annovera fra le fonti di prova le apparecchiature elettroniche, purchÈ debitamente omologate. L’art. 345 del regolamento di esecuzione stabilisce poi i requisiti ai quali è subordinata l’omologazione delle apparechiature, fra cui l’idoneità a consentire la rilevazione di velocità di un veicolo in un dato momento in modo chiaro ed accertabile.

Me consegue dunque che non è richiesto che gli strumenti rilevatori della velocità siano anche muniti di dispositivi in grado di assicurare la documentazione fotografica o altrimenti meccanica (c. 2005/8675, C. 2005/8232, C. 2004/5873) e pertanto il ricorso deve essere rigettato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali sostenute nel presente giudizio dal resistente costituito, liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali del presente giudizio nei confronti del comune di Bologna, spese liquidate in Euro 1000, di cui euro 950 per gli onorari , oltre alle spese generali e agli accessori di legge.

Roma, 19/05/2006

Consigliere Estensore [firma]
Il presidente [firma]